L'organo dell'Auditorium Pollini fu completato nei primi mesi del 1980, dal costruttore Mascioni di Cuvio (Varese).
Si tratta di un “tre-manuali” meccanico a 52 registri comandati elettricamente. La fonica, sia per quanto riguarda la misura delle canne, sia per quanto riguarda le pressioni, si rifà alla tradizione Serassiana.
Per quanto riguarda il progetto fonico, l'handicap era costituito dalle onnipresenti limitazioni quantitative, congiuntamente alla necessità di colmare il vuoto acustico di un moderno Auditorium necessariamente privo di grandi risonanze: un ambiente di questo tipo, inoltre, non consente una marcata differenziazione dei vari corpi sonori, obbligatoriamente ammassati tutti al centro del palco.
Il costruttore ha pertanto disposto in separate casse di risonanza i vari corpi dell'organo, per meglio caratterizzarli.
Lo strumento, nella sala del Pollini, non si pone come oggetto a sé stante, ma assume il colore e diventa fondale e fulcro di questo grande “ventre di balena” risonante che è la sala stessa.
La cassa che racchiude lo strumento, oltre al ruolo protettivo ed estetico, ha il suo scopo fondamentale nel fondere all'origine i suoni dei singoli “corpi” d'organo, amplificando determinate frequenze dalle caratteristiche proprie, raccogliendole e proiettandole verso la sala.
Le canne convenientemente dimensionate in funzione del loro ruolo, sono disposte in “fuochi” ben definiti: l'Espressivo, 3° tastiera, racchiuso da griglie mobili, è al centro dell'organo, in alto; sotto l'Espressivo le canne del Positivo, 1° tastiera, sono in posizione privilegiata e più vicine all'organista; il Grand'Organo e il Pedale sono equamente suddivisi ai lati, “avvolgendo” quasi in effetto stereo, l'uditore.
Dal lato didattico lo strumento offre tutto il necessario per la completa formazione dell'organista; la sua composizione, senza pendersi in bizantinismi filologici e senza incrinare l'uniformità stilistica della fonica, permette l'esecuzione di qualsiasi autore antico o moderno, mentre la sua meccanica si conforma alla pratica organistica più generalizzata. Anche le linee della facciata, assai pure, e i dettagli della consolle, sono estremamente accurati e di gusto ineccepibile: i materiali sono quelli tradizionali, dalla lega di stagno dei Principali, al rame delle Ance, all'ottone delle Trombe orizzontali, ai vari tipi di legno per le varie funzioni. Un “tutto, insomma, ispirato alla più rigorosa razionalità.
Con questo strumento il mondo organistico si è arricchito di un nuovo mezzo di attività artistica ad alto livello, in una Città, come Padova, dove la musica organistica vanta ottime tradizioni, e in una Regione, come il Veneto, dove di grossi strumenti da concerto situati in Auditorium, ce ne sono veramente pochi.
La presenza di questo nuovo grande organo nell'Auditorium Pollini non potrà pertanto essere trascurata dagli operatori musicali in genere e da quelli interessati alla musica organistica in particolare.
Si tratta di un “tre-manuali” meccanico a 52 registri comandati elettricamente. La fonica, sia per quanto riguarda la misura delle canne, sia per quanto riguarda le pressioni, si rifà alla tradizione Serassiana.
Per quanto riguarda il progetto fonico, l'handicap era costituito dalle onnipresenti limitazioni quantitative, congiuntamente alla necessità di colmare il vuoto acustico di un moderno Auditorium necessariamente privo di grandi risonanze: un ambiente di questo tipo, inoltre, non consente una marcata differenziazione dei vari corpi sonori, obbligatoriamente ammassati tutti al centro del palco.
Il costruttore ha pertanto disposto in separate casse di risonanza i vari corpi dell'organo, per meglio caratterizzarli.
Lo strumento, nella sala del Pollini, non si pone come oggetto a sé stante, ma assume il colore e diventa fondale e fulcro di questo grande “ventre di balena” risonante che è la sala stessa.
La cassa che racchiude lo strumento, oltre al ruolo protettivo ed estetico, ha il suo scopo fondamentale nel fondere all'origine i suoni dei singoli “corpi” d'organo, amplificando determinate frequenze dalle caratteristiche proprie, raccogliendole e proiettandole verso la sala.Le canne convenientemente dimensionate in funzione del loro ruolo, sono disposte in “fuochi” ben definiti: l'Espressivo, 3° tastiera, racchiuso da griglie mobili, è al centro dell'organo, in alto; sotto l'Espressivo le canne del Positivo, 1° tastiera, sono in posizione privilegiata e più vicine all'organista; il Grand'Organo e il Pedale sono equamente suddivisi ai lati, “avvolgendo” quasi in effetto stereo, l'uditore.
Dal lato didattico lo strumento offre tutto il necessario per la completa formazione dell'organista; la sua composizione, senza pendersi in bizantinismi filologici e senza incrinare l'uniformità stilistica della fonica, permette l'esecuzione di qualsiasi autore antico o moderno, mentre la sua meccanica si conforma alla pratica organistica più generalizzata. Anche le linee della facciata, assai pure, e i dettagli della consolle, sono estremamente accurati e di gusto ineccepibile: i materiali sono quelli tradizionali, dalla lega di stagno dei Principali, al rame delle Ance, all'ottone delle Trombe orizzontali, ai vari tipi di legno per le varie funzioni. Un “tutto, insomma, ispirato alla più rigorosa razionalità.
Con questo strumento il mondo organistico si è arricchito di un nuovo mezzo di attività artistica ad alto livello, in una Città, come Padova, dove la musica organistica vanta ottime tradizioni, e in una Regione, come il Veneto, dove di grossi strumenti da concerto situati in Auditorium, ce ne sono veramente pochi.
La presenza di questo nuovo grande organo nell'Auditorium Pollini non potrà pertanto essere trascurata dagli operatori musicali in genere e da quelli interessati alla musica organistica in particolare.
Visita il sito del costruttore: www.mascioni-organs.com

